Te' nella leggenda

 

 

Una leggenda giapponese narra del principe indiano Dharma, predicatore buddista intorno al 500 d.C. che per punirsi della sua scarsa devozione, si tagliò le palpebre e le scagliò per terra per non essere mai più indotto nel peccato del sonno. Con grande stupore vide nascere all’istante un bellissimo arbusto , ne colse alcune foglioline e le masticò. Si accorse così che Buddha aveva voluto dargli in dono il vero rimedio contro la sua poca forza spirituale : quelle foglie infatti avevano il potere di mantenere gli occhi aperti e la mente vigile e attenta.

 

 

Una seconda leggenda, questa volta cinese, riporta la scoperta del tè molto prima nel tempo.

Era il 2285 a.C. ed il sovrano Chen Nung era ossessionato dall’ igiene. Per questa ragione, aveva raccomandato ai suoi servitori di far sempre bollire l’acqua prima di berla. E così, apprestandosi un giorno a eseguire il compito di persona, vide che la brezza aveva fatto cadere accidentalmente alcune foglie nel liquido in ebollizione. Incuriosito, assaggiò l’acqua dorata e subito si accorse che, oltre al sapore eccezionale, quella strana bevanda aveva anche eccellenti virtù.

 

Il mito del tè era nato!